Valcamonica – Pietro Pezzutti, già perdente alle ultime elezioni comunali a Costa Volpino, incassa una pesante sconfitta al congresso lumbard della Valcaminica. “Ma tutti leghisti sono bossiani”
Un anno davvero horribilis per il leghista Pietro Pezzutti , 45 anni, impiegato informatico. Dopo aver perso le elezioni comunali a Costo Volpino, nella corsa per la segreteria leghista della Valcamonica Pezzutti ha riportato una clamorosa sconfitta che pesa per due motivi.
Il primo è legato ai voti. L’altro candidato, Enzo Antonini, appoggiato dal deputato Davide Caparini della corrente legata a Roberto Maroni ha ottenuto 108 voti contri i 49 di Pezzutti. Al terzo posto Riccardo Minini, con 18 voti, 8 le schede annullate. Non che Pezzutti corresse da solo, aveva l’appoggio dell’assessore regionale Monica Rizzi, considerata la “madrina” di Renzo Bossi, quel “Trota” che proprio in Valcamonica ha fatto man bassa di voti per essere eletto nel consiglio regionale del Pirellone.
Il secondo motivo interessa proprio il risvolto degli equilibri interni al movimento federalista fondato da Umberto Bossi. La sconfitta di Pezzutti andrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – interpretata come una vera Caporetto per il “cerchio magico”, quel clan di familiari e stretti collaboratori di Umberto Bossi, tra cui spiccano Roberto Calderoli e Rosy mauro.
E’ il diretto interessato Pietro Pezzutti a non accettare molto il quadro di indiscrezioni che lo vede legato ai bossiani: “Ma cosa vuol dire bossiano o maroniano? Tutti i leghisti son bossiani, vorrei ricordarlo. E io il cerchio magico non so nemmeno cosa sia. Sono un uomo della base, che lavora per la Lega e anche in Val Camonica, così come nel mio Comune, lavoro per la Lega. Mi sono candidato in Val Camonica con l’appoggio della base e solo in un secondo momento mi risulta che Monica Rizzi abbia appoggiato la mia candidatura. In partenza nessuno mi ha comunicato tali alleanze. Sono leghista e vado avanti per la Lega“.

