Losine il Nuovo Consiglio Comunale
Pessognelli Modesto voti 269
Maria Pessognelli voti 137
DO’ Daniele voti 54
Agostini Paolo voti 45
Chiappini Mario voti 44
Patarini Silvia voti 36
Bono Giovanni voti 34
Pessongelli Fernando voti 33
Melotti Antonio voti 30
Dò Marco voti 22
Ribaltoni e sorprese. Gli ottantamila bresciani che domenica e ieri si sono recati alle urne
(la partecipazione è stata del 77,12%) hanno provocato un mini terremoto nella geografia politica provinciale, ancorché limitata a 29 Comuni. Cominciamo dai centri maggiori: Ospitaletto, Nave, Castel Mella e Flero sono passati dal centro destra al centro sinistra; Bagnolo Mella ha fatto il passaggio inverso. Numerosi sindaci e maggioranze uscenti sono state bocciate. La tendenza di un tempo (i primi cittadini che si ripresentano vengono quasi sempre riconfermati) è stata clamorosamente smentita. I cittadini sembrano valutare più attentamente di una volta l’operato dei loro amministratori, senza limitarsi a guardare il colore delle liste: tanto più in elezioni come quelle di ieri in cui la stragrande maggioranza di esse rivendicava il titolo di «civica».
Alcuni verdetti sono pesanti. Dopo dieci anni di amministrazione a guida leghista (con Giorgio Prandelli), Ospitaletto ha cambiato decisamente colore. Il Carroccio ha perso anche Castel Mella, roccaforte che governava dal 1993 (quanto ha pesato la vicenda dell’assessore all’edilizia?). Nave, conquistata cinque anni fa dal centro destra, è tornata al centro sinistra. Destino capovolto per Bagnolo Mella: dopo due decenni di centro sinistra è stata espugnata dal centro destra (e i problemi del bilancio comunale devono aver contribuito…).
Gli elettori hanno castigato alcuni sindaci uscenti: di Castel Mella (Ettore Aliprandi) si è detto, poi ci sono i primi cittadini non riconfermati di Isorella, Ossimo, Polpenazze, Corte Franca (per un voto…). Lungo anche l’elenco delle maggioranze uscenti mandate a casa (che avevano candidato assessori o vicesindaci marcando la continuità): Anfo, Capriano del Colle, Azzano Mella (determinante la vicenda del polo logistico), Poncarale, Flero, Artogne, Bienno, Bovegno.
Restano saldamente in sella per un secondo mandato i primi cittadini di Esine, Barghe (candidato solitario), Torbole Casaglia, Ono San Pietro, Pian Camuno, Moniga, Soiano; così come è prevalsa la continuità a Collebeato, Incudine, Piancogno, Losine, Pontoglio (anche se qui l’Amministrazione si è spaccata in due).
Segnaliamo alcuni casi particolari. A Collio Mirella Zanini si è presa la rivincita sul suo vicesindaco (una rivalità che aveva provocato il commissariamento del Comune); a Collebeato sale sul seggio più alto Antonio Trebeschi, figlio di Cesare, già storico sindaco di Brescia; a Corte Franca si annuncia una lunga e aspra battaglia per quell’unico voto di scarto fra Giuseppe Foresti e Giuseppe Fogazzi; a Isorella il centro destra è tornato a governare (l’ex segretario della Cisl, Renato Zaltieri, è arrivato terzo).
I vincitori festeggiano, gli sconfitti masticano amaro. Subito ieri sono cominciate le riflessioni sui risultati. Già oggi i partiti annunciano commenti ufficiali ed analisi. Certamente sull’esito elettorale hanno influito elementi locali e aspetti più generali, una voglia di cambiamento che si evince anche da quanto è accaduto – ad esempio – a Milano. Una cosa è certa ed evidente, al di là delle valutazioni puntuali su singoli casi: nei grandi Comuni bresciani il centro destra esce sconfitto.
Enrico Mirani

